Ministero dei Lavori pubblici

Circolare - 26 agosto 1949 n° 9711
Ispettorato contratti. Obblighi assicurativi (Circolare 9 novembre 1948 n° 11907)

 

In seguito a quesiti, proposte e segnalazioni varie conseguenti l'applicazione della circolare 9 novembre 1948, n° 11907,

si precisa quanto segue:

1) Decorrenza - Sebbene la circolare stessa, intesa soltanto ad evitare la inosservanza di obblighi sanciti da norme già esistenti, non contenga, in sostanza, disposizioni innovatrici rispetto a quelle che in materia di obblighi assicurativi sono state emanate, per la parte di propria competenza, dall'Amministrazione dei LL.PP. e non possa quindi parlarsi esattamente di decorrenza, nulla osta che la data della circolare in parola sia presa per base quale data dell'entrata in vigore di essa. In tal modo si potrà venire incontro a varie imprese (singoli imprenditori o enti cooperativi) con l'agevolare la definizione di preesistenti rapporti giuridico-amministrativi e rendere, per quanto possibile, sollecita liquidazione di più o meno remote pendenze.

2) Comunicazioni di dati agli enti assicurativi - Anzitutto il controllo relativo all'adempimento da parte delle imprese degli obblighi assicurativi deve avere un contenuto positivo e non una base negativa. Perché esso sia efficiente e operante, cioè, non basta - a differenza di quanto sembrerebbe a qualche Ente - che le imprese <<dimostrino di aver presentato agli istituti assicurativi le prescritte denunce e che presso le Stazioni appaltanti non risultino a loro carico diffide o verbali di accertamento di inadempienza>> . Secondo un'altra proposta - che come la precedente non appare accoglibile - sarebbe sufficiente <<il rilascio della comunicazione di adempimento degli obblighi assicurativi senza alcuna riserva e con la sola indicazione eventuale di infrazione effettivamente riscontrate>>.

In secondo luogo, Il controllo di cui sopra non deve intendersi basato unicamente su dati iniziali - non integrati e rettificati cioè, da elementi successivamente acquisiti - ma deve svolgersi sulla base di constatazioni rese man mano possibili dal graduale svolgimento dei lavori. Sono queste constatazioni che permettono, a loro volta, la particolare vigilanza sulle imprese, <<da iniziare al momento della stipulazione dei contratto e da concludere prima del pagamento della rata di saldo e di conguagli finali>> (pag. 2 capoverso della circolare n° 11907).

Per quel che particolarmente riguarda il numero presumibile degli operai da impiegare e l'importo globale approssimativo della spesa per mano d'opera (i due aggettivi qui sottolineati si leggono nella stessa circolare, non può supporsi che questo Ministero esiga una iniziale segnalazione di dati precisi e inconfutabili. E' certo, ad ogni modo: che fin dal momento della prima comunicazione agli Istituti assicurativi (mod. 1 della circolare n° 11907), la Stazione appaltante trovasi in grado - anche per effetto della già eseguita analisi dei prezzi - di segnalare dati attendibili senza ritenersi costretta <<a fornire dati necessariamente inesatti o falsi>> (come qualche Istituto Decentrato ha ritenuto di poter affermare) e senza dover interpellare preventivamente le imprese (come qualche Organizzazione Sindacale ha proposto).

Fin dal primo momento, infatti, non riesce difficile alla Stazione appaltante formarsi un concetto dell'attrezzatura e della capacità organizzativa dell'impresa e poter quindi fare previsioni circa il numero degli operai che verranno impiegati e circa il rapporto percentuale che risulterà, in definitiva, fra i due costi suaccennati.

Intrapresa l'esecuzione dell'opera, poi, sarà il giornale dei lavori (art. 40 del Regolamento 24 maggio 1895, n° 250, per la direzione, contabilità e collaudazione dei lavori dello Stato) la guida sicura che, attraverso la registrazione cronistica dello svolgimento dei lavori, permetterà alla Stazione appaltante di acquisire con sempre maggiore precisione i dati di cui sopra. Di qui la necessità che il Giornale dei lavori sia costantemente tenuto con la maggiore cura ed esattezza in modo da rispondere in pieno allo scopo da cui deriva la propria denominazione.

Altra fonte, infine, di dati esatti e specifici è costituita dai calcoli che la Stazione appaltante debba svolgere in seguito a domanda o ricorso per revisione prezzi.

Discende da quanto sopra che alla prima comunicazione agli Enti Assicurativi (mod.1) potrà seguire la segnalazione di dati sempre più concreti e rispondenti al vero. A tal fine si potrà trarre occasione della comunicazione del rilascio di certificati d'acconto (mod.3) e si potrà anche ricorrere ad apposite comunicazioni intermedie, facenti riferimento alla prima suddetta comunicazione (mod.1).

Resta inteso che la cifra da segnalare agli Istituti assicurativi quale importo globale approssimativo della spesa per mano d'opera deve essere comprensiva dei contributi assicurativi e previdenziali, nonché della quota di spese generali e utili.

3) Adempimenti degli obblighi assicurativi e pagamenti finali - La circolare n° 11907 del 9 novembre 1948 stabilisce che non si dovrà in linea di massima, provvedere a tali pagamenti se non risulti l'adempimento, da parte dell'impresa degli obblighi assicurativi. La locuzione <<in linea di massima>> esclude che mancando la prova di tale adempimento, l'amministrazione debba in tutti i casi astenersi dal provvedere ai detti pagamenti sino a quando non venga in possesso delle prescritte attestazioni finali. L'amministrazione esaminerà, sulla base degli elementi che all'uopo si sarà procurati o che le saranno stati spontaneamente forniti, la posizione contributiva dell'Impresa e, valutata ogni opportuna circostanza, deciderà se sia o non da applicare la norma di cui sopra.
Una delle ipotesi che conviene qui formulare, sotto il profilo della adottabilità di una benevole decisione, è che fra gli Istituti assicurativi da un parte, e Impresa, dall'altra, sia in corso una contestazione circa l'indole e la misura di alcuni contributi da versare; una pendenza, peraltro, che riflette soltanto particolarità e modalità accessorie e che non implichi alcun dubbio circa i buoni propositi dell'impresa per l'assolvimento dei propri doveri.

4) modulo 4 della circolare n° 11907 del 4 novembre 1948 - Questa stabilisce che in linea di massima non dovrà provvedersi ai pagamenti finali se non dopo che all'Ufficio competente per l'approvazione degli atti di contabilità e di collaudo siano pervenute da parte dei tre enti assicurativi (I.N.A.I.L.; I.N.P.S.; e I.N.A.M.) le prescritte comunicazioni. Il competente Ufficio non è pertanto tenuto ad attendere la risposta dall'Ispettorato del Lavoro, benché il modulo 4, indirizzato agli Istituti assicurativi e all'Ispettorato del Lavoro, rivolga invito agli enti cui è diretto di comunicare se l'impresa è in regola con gli adempimenti contributivi.

Dato quanto è stato precisato circa la segnalazione di dati presumibili e approssimativi, si esprime il parere - per quel che attiene alla competenza di questa Amministrazione - che non si giustifichi la proposta secondo cui, al fine della determinazione degli obblighi assicurativi, si dovrebbe tener conto soltanto dei salari effettivamente pagati dall'Impresa e del quantitativo della mano d'opera effettivamente impiegata nei lavori e dovrebbe eseguirsi il relativo accertamento a cura degli Istituti assicurativi senza alcuna ingerenza da parte della Stazione appaltante. Secondo un'altra proposta, poi, la comunicazione da farsi a cura degli Uffici del Genio Civile agli Enti assicurativi dovrebbe limitarsi al nominativo della ditta e all'ammontare contrattuale dei lavori: limitazione che, per quanto si è accennato, non avrebbe alcuna ragione d'essere.

5) Questioni varie - Giusta quanto è stato segnalato a questo Ministero, qualche Istituto assicurativo esigerebbe dalle Imprese il pagamento <<forfetario>> dei contributi sull'ammontare presunto della mano d'opera comunicato dalla Stazione appaltante; mentre - si afferma - dovrebbe basarsi soltanto sui salari corrisposti di fatto al lavoratore. Su questo argomento come su altri strettamente attinenti ai criteri su cui gli Istituti assicurativi ritengono di voler basarsi sia nel determinare il <<quantum>> dovuto dalle Imprese, sia nel formulare i rilievi e le contestazioni di loro pertinenza, né questa Sede Centrale, né i dipendenti Uffici hanno veste per pronunciarsi, essendo materia di esclusiva competenza dell'Amministrazione del Lavoro e della Previdenza Sociale.

Altre questioni segnalate a questo Dicastero rientrano pure nella competenza di quelle del Lavoro e della Previdenza Sociale, come la proposta di stabilire che le eventuali divergenze fra gli Istituti assicurativi e le Imprese siano demandate all'Ispettorato del Lavoro.

Qualche altra questione, invece, interessa la competenza così del Ministero dei Lavori Pubblici che del Ministero del Lavoro. E' stato, ad esempio, formulata la proposta di inserire nei Capitolati d'oneri una clausola che faccia obbligo alle Imprese di corrispondere i salari previsti dai contratti collettivi di lavoro e contempli adeguate sanzioni per gli inadempienti. Nel notare, incidentalmente, che l'attuazione di tale proposta comporterebbe, pur sempre, un nuovo controllo, analogo a quello relativo all'adempimento degli obblighi assicurativi, questo Ministero si riserva di studiare la questione in collaborazione col competente Dicastero, sempre che il Dicastero medesimo riconosca l'opportunità di un'intesa per l'esame dell'argomento.